Trasformo la sciarpa nel cappello “Cupcake”

Ci sono mie creazioni che mi piacciono tanto, da subito e per sempre…

altre che, dopo un po’ comincio a detestare… per qualche motivo mi stufano, non mi piace vedermele attorno, mi stanno proprio antipatiche! Non hanno più quel “non so chè” che ci vuole e quindi…le trasformo! :-)

Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma

SciarpaDaTrasformareIl cappellino che vedete in questa foto, è una di quelle cose che ho fatto e che mi piacciono ancora… e poi…  ora appartiene ad una deliziosa bambina, le sta proprio bene addosso, è una splendida cornice per il suo visetto dolce :-)

Della sciarpa invece mi piaceva e mi piace molto il filato, con queste sfumature dal rosa al viola, ma la forma invece mi stava antipatica, perchè la trovavo banale e quindi mi è subito venuta l’idea di trasformarla in un cappello, ma come?

Ci ho pensato per diverso tempo e alla fine ho fatto così…

Ho tolto le frange, ho piegato la sciarpa in due (nel senso della lunghezza, per renderla più sottile) e poi ho attorcigliato, avvolto su se stessa questa lunga fascia, che ho nel frattempo cucito con lo stesso filato.

Ed è venuto fuori “Cupcake” questo cappello-turbante-dolcetto, ti piace? :-)

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Barefoot sandals come non li avete mai visti!

Certo che il tempo passa in fretta…  ed ora che la temperatura è cambiata, è arrivato settembre ed è ricominciata la scuola mi rendo conto d’aver rimandato un po’ troppo…

… si, rimandato a fotografare le mie creazioni fatte durante l’estate….

Ma sapete che vi dico?

Passi per le altre, ma questa, anche se l’estate è finita ve la voglio far vedere lo stesso! :-)

Infatti fra le varie creazioni che ho realizzato ultimamente ci sono anche i barefoot sandals, ovvero i cosiddetti “sandali scalzi”, o “sandali a piedi nudi”. Chi, come me, si diverte a creare con l’uncinetto e naviga molto su internet, sa di sicuro di cosa sto parlando. Per tutti gli altri i barefoot sandals sono delle decorazioni per piede/caviglia, che si possono indossare a piedi nudi, per esempio sulla spiaggia o a bordo piscina, oppure con un paio di scarpe adatte.

I sandali che indosso sul piede sinistro, nelle foto qui sopra sono perfetti e sembrano un tutt’uno con i barefoot sandals…. infatti le mie amiche quando li hanno visti per la prima volta pensavano che fossero un’unica cosa! ;-)

Oltre a fare i “modelli classici” con i laccetti, ovviamente parlo di miei modelli originali (copiare non fa per me, mi annoia) , ne ho realizzato anche un paio che di sicuro non avete mai visto!

Almeno io in rete non ne ho mai visti fatti così… infatti per tenerli su, invece dei laccetti ho messo il filo armonico, cioè quel particolare filo metallico a molla che mantiene la forma e che si usa per fare i braccialetti.

Curiosi? :-)

Ecco a voi  i miei “sandali scalzi” …. come non li avete mai visti prima

Che dite vi piacciono? ;-)

Li avete mai visti fatti così?

Io sono soddisfatta, soprattutto perchè sono una mia personalissima idea! :-)

E poi son comodissimi, più di quelli con i laccetti!!!

Ahhhhh…. quasi dimenticavo!!!!

I barefoot sandals si possono usare anche per decorare le mani, l’effetto è molto bello, perciò è sicuramente da provare! ;-)

Crochet itinerante 2: The big snake

Vi ho già accennato a crochet itinerante in questo articolo. A  fine post avevo scritto che era un’altra storia…

Bene eccola…  ve la racconto oggi attraverso le immagini, la storia di crochet itinerante :-)

La prima edizione è partita nel gennaio del 2011 ed è stata curata da  Simonetta Russotto e Rita Cavallaro. Ha visto fra le sue protagoniste niente di meno che, la grande Daina Taimina, inventrice dell’hyperbolic crochet! Ed il serpentone di questa seconda edizione (ideato da Simonetta Russotto) verrà donato proprio a lei!

Ecco l’evoluzione di “The big snake”.

Nelle immagini qui sotto trovate tutti i nomi di chi ha partecipato finora…

Bello the big snake, eh? ;-)

Ed ora ecco qualche foto della numero 7, :-) numero che fra l’altro mi piace molto!

Il mio contributo, che in questo momento è la coda, ma non sarà così per molto…

Mi è piaciuto molto lavorare al serpentone ed ho tentato attraverso fili, intrecci e colori, di rappresentare i passaggi di mano in mano che sta facendo “The big snake”…

Per realizzarlo, oltre ai classici uncinetti ho utilizzato anche un bellissimo ed enorme uncinettone ed un uncinetto a due punte che potete vedere nella foto qui accanto :-)

Ed ora altre foto di “The big snake”…


Se vuoi partecipare anche tu a crochet Itinerante 2 contatta Simonetta attraverso la pagina fb di crochet itinerante!

La cappellaia folle crea “Angoscia col vento”

Oggi vi parlo del mio grande amore, i cappelli! <3

Il mese scorso (si, ad agosto) ho seguito la mia ispirazione ed ho inizato a crochettare con la lana. Ho creato una dozzina di cappellini in lana, tutti modelli unici, da donna e lavorati con tecniche di uncinetto free form e iperbolico…. presto farò le foto…

… ma questo modello, molto particolare che non c’entra nulla con gli altri, visto che è un “cappello di scena”, ve lo voglio far vedere subito! :-)

La sua storia ve la racconterò appena sarà terminato il video…

curiosi?

Eh eh… dovrete aspettare… ;-)
Ma ora basta parlare…  ecco a voi la mia crea…tura:  “Angoscia col vento

Uncinetto iperbolico, alcuni modelli di Daina Taimina

Nel mio post precedente vi ho accennato la storia dell’uncinetto iperbolico e della sua inventrice, la geniale scienziata Daina Taimina. Come preannunciato oggi vi propongo alcuni dei suoi modelli, da me (liberamente) tradotti in italiano. Trovate il Pdf originale (in inglese) qui.

Daina propone due tipi di modelli, quelli del piano iperbolico che si ottengono lavorando la catenella iniziale in giri di andata e ritorno (invece, nel caso del piano iperbolico doppio attorno alla catenella, cioè lavorandoci sopra e sotto) e quelli delle pseudosfere che invece si ottengono chiudendo la catenella iniziale a cerchio e lavorando quindi in tondo.

Questi modelli possono essere realizzati usando il punto basso, il punto mezzo alto oppure il punto alto, cambiando il punto e gli aumenti cambierà naturalmente la forma finale del manufatto, quindi vi invito, così come fa anche Daina, a fare diversi esperimenti!

Per facilitare la comprensione ho deciso di usare dei simboli, così come si fa negli schemi, quindi il punto singolo sarà definito con “I” e l’aumento, cioè due punti lavorati nello stesso punto sottostante con “V“.

Bene, fatte queste premesse, prendete in mano l’uncinetto ed il filato che preferite e partiamo subito! :-)

Piano iperbolico
Fase 1. Catenella iniziale (per i primi tentativi si consiglia di partire da una catenella di 15 o 20 punti).
Fase 2. Nella prima riga fare 5 punti per poi aumentare nel sesto punto. Ripetere questo schema – 5 punti, aumentare 1; 5 punti, aumentare uno – fino alla fine della riga. [IIIIIV]
Fase 3. Girare il lavoro e ripetere lo schema nella riga successiva e per tutte le righe a seguire.

Piano iperbolico più arricciato
Nel nostro primo modello (qui sopra) abbiamo usato un tasso di crescita di uno ogni 6 punti. Per fare un modello più arruffato, aumentare più rapidamente. In questo modello faremo un aumento ogni 4 punti.
Fase 1. Iniziare con una serie di catenelle
Fase 2. Nella prima riga fare 3 punti aumentando quindi nel quarto punto. [IIIV]. Continuare a ripetere questo schema per tutto il lavoro: 3 punti singoli ed 1 aumento. Vi nvito a provare i diversi tassi di crescita.

N.B. Diversi tipi di filati si comportano in modi diversi.
Per fare un modello strutturalmente rigido, come un corallo, utilizzare filati sintetici ed un uncinetto piccolo. Per modelli più morbidi, come ad esempio le alghe, utilizzare lane morbide e un uncinetto più grosso.

Pseudosfera
In questo modello si lavora in tondo.
Fase 1. Iniziare con una serie di catenelle per formare il “laccetto” centrale (quello che si vede in alto e che potrete poi usare per appendere la vostra pseudosfera).
Fase 2. Dopo una dozzina di punti, lavorare solamente gli ultimi 3 punti (quelli vicini all’uncinetto) e quindi chiuderli a cerchio (con un punto basso o bassissimo): si formerà un minuscolo cono.
Fase 3. Lavorare quindi attorno al bordo del cono aumentando regolarmente. Qui il tasso di aumento è uno ogni 3 punti [IIIV].

Un’altra pseudosfera
Qui l’aumento è uno ogni 2 punti [IIV], così il modello si increspa più velocemente. Aumentando sempre con un tasso regolare si ottiene una forma matematicamente perfetta. Questa forma è l’equivalente di un cono iperbolico – la sua punta si estende all’infinito.

Per fare i coralli non è necessario fare una pseudosfera perfetta.
Si possono ottenere partendo da un cerchio formato da una catenella chiusa, nella quale si lavorerà tutto attorno.
Fase 1. Fare 4 catenelle.
Fase 2. Chiudere a cerchio.
Fase 3. Lavorare in tondo aumentando a intervalli regolari. Qui abbiamo aumentato in ogni punto [VVV].

Doppio piano iperbolico

Qui si lavora attorno a entrambi i lati della catenella iniziale.
Fase 1 Iniziare con una serie di catenelle.
Fase 2. Lavorare lungo un lato della catenella crescendo a un ritmo regolare. (In questo modello si aumenta uno ogni 2 punti) [IIV].
Fase 3. Alla fine della riga, aumentare 5 punti nell’ultima catenella, poi girare il lavoro e lavorare dall’altra parte (sotto la catenella), continuando con gli stessi aumenti (in questo caso uno ogni due punti).
Fase 4.Continuare a lavorare allo stesso modo per tutte le righe seguenti.
Questa forma rappresenta due piani iperbolici uniti.

Modello seme- baccello
Fase 1. Per ottenere questa forma, iniziare con 15 catenelle.
Fase 2. Nella prima riga lavorare da entrambi i lati della catenella,
aumentando in ogni punto. (VVV)
Fase 3. Nella seconda riga, aumentare in due dei tre punti. (IVV)
Fase 4. Nella terza riga un punto singolo e un aumento. (IV)
Fase 5. Nella quarta riga, aumentare in ogni terzo punto. (IIV)
E così via. (IIIV – IIIIV – IIIIIV)
In natura ci sono baccelli con questa struttura.

E allora vi piacciono queste forme della natura?

Non le trovate meravigliose anche voi?

Prima di lasciarvi vi ricordo anche che potete ottenere delle meravigliose sfumature usando diversi colori, come nel manufatto che potete vedere qui accanto. E’ stato realizzato da Daina Taimina e donato a Crochet Itinerante prima edizione, ideata e curata da Rita Cavallaro e  Simonetta Russotto…

… ma questa è un’altra storia e ve ne parlerò prossimamente!