Cappelli collezione 2013/14 “I mutaforma”

A fine agosto, come l’anno scorso, ho ripreso a fare la cosa che amo più fare all’unicnetto, i cappelli di lana.

Ne ho fatti diversi, ma li devo ancora fotografare, quando lo farò inserirò le foto nella mia pagina facebook qui.

Ma questo modello volevo afrtelo assolutamente vedere, perchè è un Mutaforma, è un cappello double face che si può indossare in 4 modi diversi e anche di più…. eccolo :-)

0CappelloDoubleFaceHat1ShapeshiftersHat2CappelloMutaformaViola3CrochetHatUncinetto4ShapeshiftersHatTi piace? :-)

Quello qui sotto è lo stesso modello, ma in grigio, in pura lana vergine

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Uncinetto iperbolico, l’invenzione di Daina Taimina

Come promesso oggi vi parlerò dell’uncinetto iperbolico.

Questa tecnica è stata inventata da una scienziata, Daina Taimina, che vedete nell’immagine qui di fianco, laureata in matematica ma con molteplici esperienze in vari campi scientifici, dalla fisica nucleare alla psicologia del pensiero matematico. Potete leggere la sua storia cliccando qui.  (Le immagini presenti in questo post sono state prese dal sito appena linkato  e da quelli linkati all’interno dello stesso).

Daina riceve dei finanziamenti della National Science Foundation, per approfondire la percezione dello spazio attraverso esperimenti e manufatti, perciò “per far visualizzare agli studenti un piano iperbolico: una superficie la cui curvatura non è positiva come quella di una palla o nulla come il piano di un tavolo, ma negativa come quella di molti organismi, dall’insalata riccia, ai funghi detti “orecchioni”, ai molluschi marini e certe cellule tumorali” utilizza un modello in carta costruito dal marito. Ma questo modello però si rompe e si stropiccia continuamente, quindi Daina cerca una soluzione alternativa. Dapprima prova a fare un modello ai ferri, ma il risultato è negativo, quindi ci prova con l’uncinetto ed ottiene ciò che vuole, ovvero un perfetto piano iperbolico anulare… la tecnica è molto semplice, basta fare la catenella iniziale ed aumentare con un numero costante di maglie, per esempio una ogni 10. Nel prossimo post troverete gli schemi per realizzare alcuni modelli di Daina.

Alcuni studenti del campus entusiasti d questa tecnica cominciano a riprodurre manufatti all’uncinetto, che spaziano “dal semplice braccialetto a nastro di Möbius ( che io ho utilizzato per fare alcune borse e cappelli) al complicato passamontagna derivato dalla bottiglia di Klein“.

La cosa grande di questa storia è che quasi un secolo prima David Hilbert aveva dimostrato con un teorema che è impossibile rappresentare in uno spazio normale, a tre dimensioni un modello isometrico di un piano iperbolico simmetrico, Daina invece ci era riuscita con l’uncinetto!

La sua scoperta viene pubblicata su «Mathematical Intelligencer» nel 2001 e sul settimanale «New Scientist». Così ne vengono a conoscenza anche le gemelle Margaret e Christine Wertheim che a Los Angeles stanno per fondare l’Institute for Figuring per promuovere tra il grande pubblico «le dimensioni poetiche ed estetiche della scienza, della matematica e delle arti tecniche». Nasce quindi il “Progetto di barriera corallina all’uncinetto iperbolico”, di cui potete vedere una fotogallery qui sotto.

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“Nel 2006 le gemelle Wertheim commissionano a Daina alcuni nudibranchi stilizzati. Attorno ad essi aggregano via via altre componenti, sempre all’uncinetto, della Grande Barriera al largo del Queensland, in Australia dove sono nate. Di mostra in mostra, quel frammento cresce grazie a volontarie, e qualche volontario, di tutto il mondo. Ormai è la più vasta opera d’arte collettiva mai realizzata, con decine di “barriere satelliti” che interpretano con libertà poetica e talvolta con rigore scientifico, la biodiversità delle barriere alle varie latitudini e i problemi dovuti all’inquinamento e al riscaldamento globale. Nei materiali più vari, perle e rifiuti, pezzi di sacchetti di plastica e nastri di seta, sono fioriti un giardino di anemoni di mare e uno di kelp, un atollo popolato da mille specie animali e persino una Barriera Tossica. Le fanno singole artiste, circoli, istituzioni, in occasione di un festival di arte e scienza come la barriera della New York Crochet Guild e dello Harlem Knitting Circle o quella del Crafts Council britannico. E, in omaggio a Daina Taimina, una in progress cominciata nel 2009 all’università della Latvia.”

Nel 2010 Daina riceve il primo premio per il titolo più originale per il suo libro, “Crocheting Adventures with Hyperbolic Planes” che potete acquistare su Amazon cliccando qui. Cliccando avrete anche la possibilità di visualizzare alcune pagine del libro. Per farlo basterà posizionarsi con il mouse, cliccare su “Front cover” nella finestrella che apparirà e sfogliare le pagine.

Bene, per oggi è tutto, nel prossimo post troverete le spiegazioni, da me tradotte in italiano, per realizzare alcuni modelli di Daina, quindi ci vediamo tra qualche giorno!

Sperimentiamo con l’uncinetto

Guardate cosa ho trovato ieri su questo sito! :-)

L’uncinetto è uno strumento estremamente versatile, che permette di creare svariate forme, come potete vedere in queste due immagini. Cliccando sul link che porta al sito troverete anche le spiegazioni, in inglese, per realizzarle.

Nell’immagine piccola c’è qualche esempio di uncinetto iperbolico, ma di questo vi parlerò prossimamente in un altro post, perchè l’argomento merita uno spazio tutto suo e molto probabilmente dedicherò all’Hyperbolic crochet una serie di articoli, quindi se vi interessa approfondire seguitemi e non ve ne pentirete! :-)

Per il momento divertitevi a sperimentare il più possibile… è questa secondo me, la via più proficua e allo stesso tempo divertente per migliorare sempre di più… e non solo con l’uncinetto!

Infatti quando si segue uno schema il risultato è prevedibile, scontato, nel senso che si sa già cosa verrà fuori… a questo servono schemi, pattern e tutorial, a riprodurre un oggetto già visto, quindi a copiarlo

In questo non c’è nulla di male, anche se io lo trovo piuttosto noioso…. di solito infatti non seguo schemi e anche quando lo faccio uso lo schema solo come “base” e non lo seguo mai fedelmente, lo cambio sempre, aggiungendoci del mio.

Perchè una volta acquisita una certa padronanza dello strumento, secondo me bisogna buttarsi, andando ogni tanto anche a ruota libera, come si fa col free form. Ciò vi permetterà di mettere alla prova le vostre competenze, di acquisirne altre (perchè si sa le cose si imparano facendole), di liberare concretamente fantasia e creatività. Perchè sperimentare significa in un certo senso percorrere una strada sconosciuta, nella quale si conosce il punto di partenza ma non quello di arrivo, la meta finale e ciò significa che la strada percorsa sarà solo vostra e… piena di avventure! :-)

E poi, anche se qualcun’altro l’avrà percorsa prima di voi, cosa molto probabile visto che ormai quasi tutto è stato inventato, il fatto che voi ci siate arrivati da soli e senza sapere che altri avevano già fatto una cosa simile (o addirittura uguale)  non ha prezzo, è una grande soddisfazione, credetemi! :-)

Quindi Fare e Disfare continuamente finchè non si è soddisfatti del risultato… vedrete che prima o poi si accenderà una lampadina e sarà tutto merito della vostra creatività! :-)